DÉBORA DELMAR _ LIBERTY

opening 23.09.2022  h 15-21
24.09.2022 > 26.11.2022

Débora Delmar presenta la sua seconda mostra personale presso GALLLERIAPIU, un nuovo ciclo di opere inedite accompagnano interventi effimeri, studiati site specific per le vetrine e le sale della galleria.

In LIBERTY l’artista prosegue la sua indagine sulla circolazione delle merci in epoca moderna, sulla proprietà privata, sul confine tra interno, esterno, pubblico e privato, riflettendo sulla crisi dell’abitare in senso reale e metaforico. Il titolo fornisce diversi spunti e si riferisce non solo ad uno dei più longevi grandi magazzini della storia inglese, “paradiso dello shopping artistico” così definito da Oscar Wilde, ma anche al valore dei beni, analizzandone la provenienza, la produzione, la distribuzione ed il consumo.

La modalità di elaborazione degli ambienti e creazione delle opere segue il modus operandi tipico dell’artista messicana, residente a Londra. La produzione è realizzata principalmente avvalendosi di acquisti online e da oggetti e immagini che l’artista ha raccolto durante viaggi e esperienze di vita quotidiana. Il risultato di questo processo dà vita a sculture che traballano tra reale e immaginato creando un forte senso di disorientamento ma anche di familiarità, creando uno sfasamento di sguardo nel quotidiano.

Il percorso di LIBERTY sarà accompagnato da un approfondimento teorico, ovvero la pubblicazione di un progetto editoriale contenente due contributi inediti: un saggio di Gianluca Didino scrittore pensatore contemporaneo; il cui testo mette insieme una serie di spunti personali e nozioni storico-teoriche al fine di raccontare le diverse sfaccettature delle tematiche introdotte da Debora Delmar. Joshua Leon, poeta, scrittore ed artista visivo contribuisce con un racconto poetico che si sviluppa come un diario di viaggio insieme ad un diagramma da lui sviluppato a seguito di approfondite discussione con l’artista e che illustra i procedimenti creativi da lei svolti.

 

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Débora Delmar (1986, Mexico City, attualmente vive a Londra) indaga gli effetti della globalizzazione sulla vita quotidiana, concentrandosi su questioni di classe, genere, egemonia culturale e gentrificazione. L’interesse nasce dall’onnipresente influenza degli Stati Uniti in Messico e nel resto del mondo. Nella sua pratica esamina il valore contestuale dei beni, analizzando i loro sistemi di produzione, distribuzione e consumo. Nelle sue installazioni Delmar fa spesso riferimento all’estetica asettica utilizzata nei non-spazi, un neologismo coniato dal sociologo Marc Augé per descrivere luoghi come banche, aeroporti, edifici aziendali e governativi, comunemente sottoposti a sorveglianza. L’autrice è particolarmente interessata all’influenza psicologica e comportamentale di questo tipo di architettura. Le barriere fisiche che fungono da metafora delle restrizioni politiche e sociali sono state un tema ricorrente nei progetti recenti. Delmar lavora spesso con immagini e oggetti di cui si appropria, processi produttivi locali e interventi architettonici diretti. Nelle sue mostre incorpora spesso componenti immateriali come video, testi, suoni, profumi e situazioni.

I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive fra le quali si segnalano: Body Blend Trade Culture, Museo Universitario del Chopo, MX, 2014, Upward Mobility, Modern Art Oxford, UK, 2015; 9th Berlin Biennial, DE, 2016; Biennial of the Americas, US, 2016; e piu recentemente Femsa Biennial, Michoacán, MX, 2020-2021. Ha ricevuto numerose borse di studio fra le quali Jumex Museum Scholarship, MX, 2016-2018; Red Mansion Art Prize, UK/CN ,2018; and the Wolfson College Cambridge RA Graduate Prize, UK, 2019. Recentemente è stata selezionata per la borsa di studio emessa da Kingston School of art, Stanley Picker Fellows in Art & Design 2022. Fra le prossime mostre TBC, Llano, Mexico City, MX, 2023 and TBC, Stanley Picker Gallery, 2023.